Riabilitazione paradontale

Un piccolo focus

La paura di perdere inevitabilmente i denti e non poter fare nulla è comune a tutti i pazienti che hanno malattia paradontale. In alcuni casi la malattia coinvolge tutta la bocca e gli interventi di chirurgia paradontale, devono essere accompagnati da protesi fissa. Le forze masticatorie vengono meglio distribuite se i denti sono uniti tra di loro con la protesi.

Primo Caso Clinico

1 – Il sorriso evidenzia un disallineamento dei margini incisali dovuto ad abrasioni e degli spazi interdentali neri, dovuti alla perdita della papilla per malattia paradontale.
2 – Le labbra a riposo sono distanziate in modo diverso tra destra e sinistra sia per le abrasioni dentali che per la asimmetria della commissura labiale.
3 – Radiografia panoramica. La paradenziopatia, comunemente detta piorrea, ha interessato tutti i denti anche se con livelli di gravità diversi. La terapia sarà una riabilitazione protesica fissa superiore e inferiore, con terapia paradontale chirurgica e con l’ausilio di impianti.
4 – Status radiografico finale. I denti più compromessi sono stati estratti, i rimanenti sono stati utilizzati come pilastri per un bloccaggio. In tutti i quadranti sono stati inseriti impianti tranne in alto a sinistra (della lastra), dove è stato risolto con un dente in estensione.
5 – Dettaglio del secondo quadrante. La malattia paradontale ha determinato un riassorbimento osseo di gran parte dell’osso alveolare, rendendo necessario un rialzo di seno mascellare per poter inserire gli impianti.
6- Impianti alloggiati in osso rigenerato. Si noti l’aumento di spessore osseo in corrispondenza del dente tra i due impianti.
7 – La finalizzazione protesica avviene dopo circa un anno, tempo necessario per la guarigione ossea e dei tessuti molli.
8 – Sorriso della paziente tre mesi dopo la consegna.

Prima e Dopo

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