Cos’è la carie?

17/02/2015

Impariamo a conoscere meglio la carie

Lo sapevi che la carie è una malattia infettiva cronica più diffusa al mondo?

La carie è una malattia provocata da batteri, che determina la dissoluzione dei tessuti duri del dente: lo smalto e la dentina.

Basta fare solo l’otturazione?

Assolutamente NO la cura concepita come pulizia della cavità e successiva ricostruzione con Materiale opportuno rappresenta solo la terapia del segno clinico.
Con altre parole fare solo le otturazioni è come curare una polmonite prendendo solo un antipiretico per la febbre senza assumere degli antibiotici specifici che combattano anche i batteri che la provocano.

Quindi come si cura la Carie?

Nel caso della carie non è possibile prendere antibiotici ma è necessario rimuovere quei fattori che vengono detti “eziologici” cioè le cause che provocano la carie stessa.
I fattori che provocano carie sono molteplici e la malattia si sviluppa attraverso una complessa interazione nel tempo tra batteri acidogeni, zuccheri semplici e dalla saliva, altri fattori di rischio sono la scarsa igiene orale, un basso stato socioeconomico e le condizioni di salute generale
La valutazione del rischio di carie risulta complessa e comprende fattori fisici, biologici, ambientali e comportamentali, quindi per una terapia completa della carie è necessario otturare i denti ammalati ma anche ridurre il rischio di carie valutando tutti questi aspetti.

 I fattori di rischio:

Lo streptococco Mutans e i lactobacilli sono i batteri ACIDOGENI che sono normalmente presenti in bocca ma possono aumentare considerevolmente di numero in funzione di una dieta ricca di zuccheri di cui si nutrono.
Le scorie che producono e che ritroviamo nella placca sono leggermente acide e provocano una demineralizzazione del dente, cioè “inizia una piccola corrosione” con la formazione di macchie bianche dette white spot, simili a dei punti satinati.

 L’azione della Saliva:

Molto importante a questo proposito è l’azione della saliva con i suoi sistemi tampone, infatti con la presenza di questi acidi deboli il film che ricopre il dente diventa leggermente acido e sotto la soglia di 5,5 il dente inizia a sciogliersi; i sistemi tampone della saliva a base di calcio e fosfato, in circa 30 minuti, invertono questa tendenza.

Come agire?

La prima cosa e classificare la situazione in una categoria di rischio.
Per fare questo oltre ai dati che si raccolgono clinicamente e all’esperienza del medico o dell’ igienista si possono eseguire ad esempio dei test biologici per valutare la quantità e la qualità dei batteri presenti in bocca oppure altri test che ci permettono di valutare il flusso salivare.
La dieta del paziente è fondamentale e la sua valutazione può essere approfondita da un nutrizionista che agirà con strumenti adeguati.

Dott. Gabriele Bavosi